Protezione della vite.

La Federviti vuole essere d’aiuto ai viticoltori per poter apprendere la base delle tecniche di protezione della vite o della cura per eventuali malattie, avversità naturali come insetti, ungulati, grandine. In caso di necessità specifiche contattare Riccardo Battelli, responsabile del servizio fitosanitario cantonale scrivendo a riccardo.battelli@ti.ch oppure telefonando allo +41 91 814 35 85

Trattamenti fitosanitari.

I trattamenti fitosanitari sono uno degli aspetti più dibattuti nell’opinione pubblica, si sente sempre più frequentemente parlare dei residui di prodotti contenuti nel vino. A partire dal 2014 le cantine che ritireranno le uve ai viticoltori richiedono una tabella comprendente le date, il tipo di trattamento, la dose. In questo modo si cerca di limitare chi non segue le raccomandazioni generali andando indirettamente a danneggiare la reputazione dei vini ticinesi.

Il viticoltore è di principio tenuto a rispettare delle linee guida che sono elencate in un documento redatto dal cantone e che viene distribuito annualmente ai soci iscritti durante gli incontri sezionali. La Federviti Locarno e Valli si impegna ad affiancare la consulenza viticola cantonale allo scopo di evitare il degrado delle uve dovuto a malattie fungine o insetti.

Guida semplificata ai trattamenti fitosanitari

Purtroppo in Ticino vista l’alta umidità dell’aria e condizioni ambientali irregolari risulta problematico coltivare la vigna seguendo un programma di coltivazione biologico. Purtroppo l’uso prolungato di materie di origine naturale come rame e zolfo causano il deperimento di vermi e microorganismi sotterranei utili alla vite e un discorso totalmente sostenibile non è mai possibile. A differenza di altre regioni viticole sta diventando un problema crescente il black rot, infezione fungina che è difficilmente debellabile con prodotti biologici. Solitamente in Ticino si fa uso di funghicidi e raramente di insetticidi, i funghicidi omologati sono normalmente innocui per le api, costituiscono però un pericolo per gli organismi acquatici. Ogni prodotto fitosanitario ha delle restrizioni, solitamente durante i trattamenti bisogna mantenere una distanza di sicurezza dai corsi d’acqua.

Quando trattare: in base alla pressione data dalla meteo occorre essere pronti ogni anno ad iniziare i trattamenti fitosanitari al momento giusto. I dati delle centraline distribuite sul territorio ticinese costituiscono un aiuto affidabile a determinare un programma di interventi che deve essere prontamente annotato. A dipendenza del tipo di prodotto e appunto della pressione di diffusione delle varie malattie bisogna fare attenzione a non lasciare trascorrere un lasso di tempo troppo lungo tra un intervento e l’altro. Di regola in viticoltura tradizionale si fa differenza tra prodotti di contatto, penetranti e sistemici descritti nell’indice dei prodotti fitosanitari per la viticoltura. Importante è sempre prevenire tenendo conto delle previsioni del tempo dei giorni a venire.

Quanto: un dibattito sempre attuale é quello di stabilire la diluizione della miscela. Infatti se teniamo conto della dose in grammi per ettaro ci accorgiamo che diverge da quella indicata in grammi per litro oppure grammi per ceppo. Bisogna quindi considerare la densità dell’impianto, del genere di impianto (a pergola, a filare). Inoltre il tipo di macchinario utilizzato per i trattamenti incide sulla diluizione in acqua dei prodotti, in caso di periodi prolungati di pioggia e di situazioni che richiedono un trattamento con le parti vegetali bagnate bisognerebbe aumentare la concentrazione di prodotto e prediligerne uno di tipo penetrante.

Come: occorre essere coscienti che i trattamenti fitosanitari sono in parte tossici, spesso sospettati di causare cancro e quindi una protezione per la propria salute é indispensabile. Lavarsi le mani, fare una doccia dopo i trattamenti non sono provvedimenti appropriati, bisognerebbe evitare i contatti dei prodotti con la cute, con gli occhi e con i polmoni. Inoltre per verificare la tanto discussa azione dannosa per le api consigliamo di controllare le componenti del prodotto ed evitare quelli critici. Allo scopo di non creare delle resistenze è di non usare per più di tre volte in un anno la stessa categoria di prodotto secondo quanto indicato nell’indice dei prodotti fitosanitari per la viticoltura .

Peronospera: la peronospora a dipendenza dell’annata è la principale malattia da combattere, soprattutto nei mesi di maggio e giugno quando l’umidità nel vigneto è elevata e la temperatura è tra i 10° ed i 25°. La prevenzione è essenziale, i prodotti a disposizione sono molti e solitamente poco aggressivi per l’ambiente. Purtroppo in alcuni casi colpisce il piccolo grappolo arricciandolo e in questi casi si consiglia di utilizzare zolfo in polvere nebulizzandolo al mattino quando la vigna è ancora bagnata. A fine stagione è importante avere delle foglie sane in modo che la fotosintesi sia ottimale e congiuntamente aiutino la maturazione. Fare un trattamento antiperonosporico a fine stagione, rispettando i termini è molto consigliato.

Oidio: in caso di gran caldo e umidità dell’aria alta sui grappoli può apparire una muffa grigia dall’odore tipico che potrebbe intaccare velocemente tutto il vigneto. Un tempo si utilizzavano le strobiruline (prodotto poco aggressivo), che purtroppo negli ultimi anni hanno perso efficacia contro l’oidio (ancora valide per peronospora). Anche in questo caso come per la peronospora i prodotti a disposizione sono molti e non sarebbe difficile seguire un programma biologico.

Botritis: fino agli anni novanta prima della scoperta di un prodotto apposito il problema del marciume grigio era la causa maggiore della perdita di qualità delle uve. Prima della chiusura del grappolo, solitamente a fine luglio, si può applicare un prodotto specifico per evitare lo svilupparsi di muffe sul grappolo a pochi giorni dalla vendemmia. Si tratta del prodotto che crea più residui nei vini, la Federviti invita a fane uso una volta sola per stagione. Le indicazioni della concentrazione del prodotto sono basate sull’utilizzo di trattori che nebulizzano in modo diffuso su tutta la vegetazione. Dato che nei nostri terrazzamenti si utilizzano spesso gomme o atomizzatori a spalla facendo un trattamento mirato sulla zona dei grappoli sarebbe possibile dimezzare la dose per ettaro indicata dai produttori.

Black rot: a fine luglio appaiono sempre più spesso delle infezioni repentine sugli acini facendoli imbrunire e marcire completamente in poco tempo. Si tratta del black rot, malattia fungina molto difficile da debellare e che infetta i grappoli durante la fioritura periodo nel quale sarebbe importante eseguire almeno due trattamenti a distanza di 10-15 giorni. Ci sono pochi prodotti validi in grado di debellare la malattia, sono innocui per insetti ma spesso tossici per organismi acquatici. Non ci sono prodotti biologici in grado di prevenire il black rot, l’unico modo è eliminare gli acini colpiti raccogliendoli e portandoli lontano dal vigneto (spore che rimangono attive nel terreno per anni).

Flavescenza dorata

Ogni anno purtroppo non si constata lo sperato regresso dei casi di flavescenza dorata nei vgneti ticinesi. È obbligatorio rispettare quanto viene diramato dal servizio fitosanitario tramite articoli sulla rivista agricoltore oppure nella lettera informativa che si riceve per posta. È importante che vigneti abbandonati e le viti selvatiche vengano estirpati, che anche le pergole di privati vengano tenute sotto controllo. Casi sospetti di flavescenza dorata devono essere segnalati al Servizio fitosanitario cantonale. Purtroppo sono ancora troppo poche segnalazioni di casi di flavescenza dorata sospetti da parte dei viticoltori, a volte quando la presenza dei sintomi è già forte è lo stesso servizio a notare l’infezione durante i giri di controllo.

I sintomi e l’ampiezza dei contagi si differenziano in modo marcato a dipendenza dei vitigni, i più colpiti sono chardonnay e isabella. Per i vitigni rossi eccetto l’isabella si diagnostica un germogliamento stentato, arrossamento anche solo settoriale di foglie e germogli, accartocciamento a triangolo delle foglie, mancata lignificazione del tralcio che rimane gommoso, dissecamento del grappolo.

Per i vitigni bianchi e isabella i sintomi sono gli stessi con la differenza che la foglia diventa gialla e non rossa.

Drosophila suzukii

La drosophila suzukii è un piccolo insetto che ha causato non pochi problemi soprattutto nella vendemmia 2014, si potrebbe descrivere come un simile del moscerino della fermentazione ma molto più dannoso. Il piccolo animaletto proveniente dal sud-est asiatico, al contrario della drosofila indigena, riesce a bucare il frutto sano deponendovi le uova. La drosofila suzukii riesce a compiere numerosi cicli riproduttivi in breve tempo con un picco di fertilità tra metà agosto e fine settembre. Nella foto è illustrato il maschio della D. suzukii riconoscibile dalle macchie nere sulle ali.

Consigli per la prevenzione del moscerino Drosophila suzukii in vigna:
– Controllare regolarmente i propri vigneti in quanto lo sviluppo dei moscerini pùo anche essere molto rapido
– Arieggiare il più possibile i grappoli perché il parassita ama le zone d’ombra e umide,
– Tenere l’erba falciata relativamente corta dall’invaiatura in poi per far circolare il più possibile l’aria
– Dove è confermata la presenza di quest’ultimo cercare di catturarlo il più possibile con le trappole di massa (aceto-acqua-zucchero-vino-sapone) oppure con dei prodotti non tossici come il Surround, prima che la popolazione diventi ingestibile.
– Alcuni vitigni sono da tenere bene sott’occhio in quanto anche più sensibili del Merlot ( Regent, Bondola, Moscati, MRAC1077 ecc.)- se del caso rinforzare un po’ la buccia degli acini d’uva con l’aggiunta di un prodotto a base rame al momento dell’ultimo trattamento fitosanitario della stagione.
– Da metà agosto in poi in caso di presenza di altri tipi di frutta controllare che l’invasione non parta da li, soprattutto in caso di fichi, prugne.

Se l’attacco è visibilmente importante è possibile in ultima ratio, previa autorizzazione cantonale! Trattare con degli insetticidi omologati rispettando i dosaggi, i tempi di attesa prima della vendemmia e le strategie d’azione alternate consigliate dall’ufficio competente. Da evitare il più possibile con la prevenzione descritta sopra perché un trattamento insetticida lascia residui è dannoso anche per la fauna utile, malsano per l’operatore e per l’immagine della professione!! Non trattare preventivamente di propria iniziativa con insetticidi.

Danni da ungulati, uccelli, tassi e vespe.

A partire dal 2009 circa la popolazione di ungulati in Ticino ha iniziato a causare gravi danni all’agricoltura, si tratta quindi di un’ulteriore insidia alla quale i viticoltori devono far fronte. Maggiori costi, egual guadagno. Soprattutto in primavera il viticoltore deve temere attacchi da ungulati che possono mangiare i germogli freschi della vite mentre in autunno particolarmente nei vigneti confinanti con il bosco l’uva rappresenta la fonte di sostentamento per molti animali. A livello personale ho potuto notare che le recinzioni mobili non sono un’ostacolo sicuro, bisognerebbe applicare una tensione elettrica da denuncia per far desistere i selvatici quando hanno fame. Neanche con gli ultrasuoni non funziona bene, bisognerebbe aumentare il livello sonoro fino al punto di far scappare anche chi abita vicino e quindi spesso non è il caso. Vi sono dei dissuasori olfattivi fatti con grasso di pecora o scarti di macellazione ma si dilavano facilmente e la puzza che alcuni prodotti emanano fanno desistere pure il viticoltore a continuare i lavori. A Mergoscia dove io che scrivo, Moreno Wildhaber, ho i vigneti sono confrontato con ungulati, uccelli, tassi e ho applicato con relativo successo le seguenti precauzioni.

  1. Rete antigrandine chiusa parzialmente dal di sotto già da marzo, appena finita la potatura, in questo modo se arrivano degli ungulati a farmi visita al massimo mi aiutano nella spollonatura.
  2. Primo filo sul quale tendere il capofrutto ad un metro di altezza in modo che per i tassi sia troppo scomodo per tentare di aprire la rete antigrandine dal di sotto.
  3. Trattamento dei grappoli con Surround a metà agosto in modo che l’uva ricoperta di polvere bianca non sia appetitosa per nessuno, neanche per le vespe.
  4. Nastro giallo spaventa uccelli teso 15cm sotto la rete in modo da creare un ostacolo scivoloso per gli uccelli che cercano sempre uno spiraglio aperto nella rete antigrandine in prossimità dei pali.

Fortunatamente non sono confrontato con i cinghiali contro i quali l’unico rimedio sembra essere mettere perimetralmente al vigneto un filo singolo con carica elettrica a 30-40cm dal suolo. Neanche i cervi visitano le mie zone impervie, spero anche che non arrivino mai dato che rischierebbero di impigliarsi nelle mie reti antigrandine con le corna strappando tutto e rovinando l’intero impianto.