Realtà ticinese

La storia della viticoltura ticinese è poco conosciuta. Secondo gli storiografi verso il 1200 non esistevano importanti vigneti ma principalmente una viticoltura consociata. Le prime notizie scritte risalgono a pergamene del 1400 riguardanti le tasse che i contadini dovevano pagare se consumavano vini autoprodotti. Altre notizie si hanno dai decreti legislativi emanati dalle Autorità cantonali dal 1803 fino al 1890. Per fronteggiare fitopatie provenienti da oltre Oceano, lo Stato creò il Servizio antifillosserico e la cattedra ambulante di agricoltura. Verso il 1905 ha inizio la sperimentazione della varietà di Merlot. Nel 1960 una legge cantonale sulla viticoltura e sull’enologia contempla tutte le disposizioni indispensabili alla protezione tecnica ed economica della viticoltura. Nel 1970, sotto la spinta di alcuni avveduti produttori locali e con il contributo di enofili svizzero tedeschi, il Ticino ha potuto rilanciare il settore vitivinicolo con determinazione.

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(fonte: RAC AGROSCOPE – Mirto Ferretti)

 

La filiera vitivinicola

Il contributo della viticoltura alla formazione del valore della produzione agricola cantonale è notevole e può raggiungere, cioè nel 1989, un quarto del totale, per un importo di oltre 27 mio. di Fr.
La filiera vitivinicola ticinese può essere illustrata attraverso alcuni dati relativi alla produzione e al commercio dei prodotti viniviticoli.

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(fonte: dal libro "Il sistema agricolo ticinese / Situazione, problemi prospettive per gli anni 90"
            Istituto di ricerche economiche - Riccardo Crivelli pag. 62-68)


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