Cura della vite e trattamenti fitosanitari

I trattamenti fitosanitari sono uno degli aspetti più dibattuti nell'opinione pubblica, si sente sempre più frequentemente parlare dei residui di prodotti contenuti nel vino. A partire dal 2014 le cantine che ritireranno le uve ai viticoltori richiedono una tabella comprendente le date, il tipo di trattamento, la dose. In questo modo si cerca di limitare chi non segue le raccomandazioni generali andando indirettamente a danneggiare la reputazione dei vini ticinesi.

Il viticoltore è di principio tenuto a rispettare delle linee guida che sono elencate in un documento redatto dal cantone e che viene distribuito annualmente ai soci iscritti durante gli incontri sezionali. La Federviti Locarno e Valli si impegna ad affiancare la consulenza viticola cantonale allo scopo di evitare il degrado delle uve dovuto a malattie fungine o insetti.

 

Guida semplificata ai trattamenti fitosanitari

Purtroppo in Ticino vista l’alta umidità dell’aria e condizioni ambientali irregolari risulta problematico coltivare la vigna seguendo un programma di coltivazione biologico. Purtroppo l’uso prolungato di materie di origine naturale come rame e zolfo causano il deperimento di vermi e microorganismi sotterranei utili alla vite e un discorso totalmente sostenibile non è mai possibile. A differenza di altre regioni viticole sta diventando un problema crescente il black rot, infezione fungina che è difficilmente debellabile con prodotti biologici. Solitamente in Ticino si fa uso di funghicidi e raramente di insetticidi, i funghicidi omologati sono normalmente innocui per le api, costituiscono però un pericolo per gli organismi acquatici. Ogni prodotto fitosanitario ha delle restrizioni, solitamente durante i trattamenti bisogna mantenere una distanza di sicurezza dai corsi d’acqua.


Quando trattare: in base alla pressione data dalla meteo occorre essere pronti ogni anno ad iniziare i trattamenti fitosanitari al momento giusto. I dati delle centraline distribuite sul territorio ticinese costituiscono un aiuto affidabile a determinare un programma di interventi che deve essere prontamente annotato. A dipendenza del tipo di prodotto e appunto della pressione di diffusione delle varie malattie bisogna fare attenzione a non lasciare trascorrere un lasso di tempo troppo lungo tra un intervento e l'altro. Di regola in viticoltura tradizionale si fa differenza tra prodotti di contatto, penetranti e sistemici descritti nell'indice dei prodotti fitosanitari per la viticoltura. Importante è sempre prevenire tenendo conto delle previsioni del tempo dei giorni a venire.


Quanto: un dibattito sempre attuale é quello di stabilire la diluizione della miscela. Infatti se teniamo conto della dose in grammi per ettaro ci accorgiamo che diverge da quella indicata in grammi per litro oppure grammi per ceppo. Bisogna quindi considerare la densità dell'impianto, del genere di impianto (a pergola, a filare). Inoltre il tipo di macchinario utilizzato per i trattamenti incide sulla diluizione in acqua dei prodotti, in caso di periodi prolungati di pioggia e di situazioni che richiedono un trattamento con le parti vegetali bagnate bisognerebbe aumentare la concentrazione di prodotto e prediligerne uno di tipo penetrante.
 

Come: occorre essere coscienti che i trattamenti fitosanitari sono in parte tossici, spesso sospettati di causare cancro e quindi una protezione per la propria salute é indispensabile. Lavarsi le mani, fare una doccia dopo i trattamenti non sono provvedimenti appropriati, bisognerebbe evitare i contatti dei prodotti con la cute, con gli occhi e con i polmoni. Inoltre per verificare la tanto discussa azione dannosa per le api consigliamo di controllare le componenti del prodotto ed evitare quelli critici. Allo scopo di non creare delle resistenze è di non usare per più di tre volte in un anno la stessa categoria di prodotto secondo quanto indicato nell'indice dei prodotti fitosanitari per la viticoltura .

Peronospera: la peronospora a dipendenza dell’annata è la principale malattia da combattere, soprattutto nei mesi di maggio e giugno quando l’umidità nel vigneto è elevata e la temperatura è tra i 10° ed i 25°. La prevenzione è essenziale, i prodotti a disposizione sono molti e solitamente poco aggressivi per l’ambiente. Purtroppo in alcuni casi colpisce il piccolo grappolo arricciandolo e in questi casi si consiglia di utilizzare zolfo in polvere nebulizzandolo al mattino quando la vigna è ancora bagnata. A fine stagione è importante avere delle foglie sane in modo che la fotosintesi sia ottimale e congiuntamente aiutino la maturazione. Fare un trattamento antiperonosporico a fine stagione, rispettando i termini è molto consigliato.

Oidio: in caso di gran caldo e umidità dell’aria alta sui grappoli può apparire una muffa grigia dall’odore tipico che potrebbe intaccare velocemente tutto il vigneto. Un tempo si utilizzavano le strobiruline (prodotto poco aggressivo), che purtroppo negli ultimi anni hanno perso efficacia contro l’oidio (ancora valide per peronospora). Anche in questo caso come per la peronospora i prodotti a disposizione sono molti e non sarebbe difficile seguire un programma biologico.

Botritis: fino agli anni novanta prima della scoperta di un prodotto apposito il problema del marciume grigio era la causa maggiore della perdita di qualità delle uve. Prima della chiusura del grappolo, solitamente a fine luglio, si può applicare un prodotto specifico per evitare lo svilupparsi di muffe sul grappolo a pochi giorni dalla vendemmia. Si tratta del prodotto che crea più residui nei vini, la Federviti invita a fane uso una volta sola per stagione. Le indicazioni della concentrazione del prodotto sono basate sull’utilizzo di trattori che nebulizzano in modo diffuso su tutta la vegetazione. Dato che nei nostri terrazzamenti si utilizzano spesso gomme o atomizzatori a spalla facendo un trattamento mirato sulla zona dei grappoli sarebbe possibile dimezzare la dose per ettaro indicata dai produttori.

Black rot: a fine luglio appaiono sempre più spesso delle infezioni repentine sugli acini facendoli imbrunire e marcire completamente in poco tempo. Si tratta del black rot, malattia fungina molto difficile da debellare e che infetta i grappoli durante la fioritura periodo nel quale sarebbe importante eseguire almeno due trattamenti a distanza di 10-15 giorni. Ci sono pochi prodotti validi in grado di debellare la malattia, sono innocui per insetti ma spesso tossici per organismi acquatici. Non ci sono prodotti biologici in grado di prevenire il black rot, l’unico modo è eliminare gli acini colpiti raccogliendoli e portandoli lontano dal vigneto (spore che rimangono attive nel terreno per anni).

 

 

Base di calcolo per determinare la dose di prodotto in un vigneto.

È sempre un operazione delicata fare dei trattamenti fitosanitari e calcolare la dose giusta di prodotto da utilizzare. Malauguratamente ci sono ancora troppi viticoltori che sottovalutano l’importanza di un calcolo preciso e utilizzano “per sicurazza” un dosaggio maggiorato causando diversi effetti collaterali.

Ci sono dei fattori base da valutare, il tipo di impianto, il numero di ceppi, lo stadio fenologico, il mezzo di diffusione, le condizioni meteorologiche. Quale prima operazione per il calcolo della dose di prodotto per un trattamento fitosanitario occorre contare i ceppi presenti, la superficie lorda del vigneto non è rilevante. Per un vigneto a filare calcolare 4000 ceppi per ettaro, per un vigneto a pergola 2500 ceppi per ettaro.

In seguito bisogna determinare lo stadio fenologico della vigna visto che durante la forte crescita vegetativa di giugno occorre più prodotto rispetto ad agosto. Sulla tabella cantonale dell’indice dei prodotti è tutto ben definito. Inoltre è importante definire il metodo di diffusione, sulle indicazioni dei prodotti tengono conto dell’utilizzo di trattori che comportano l’impiego di molta più acqua rispetto ad un atomizzatore. Per una diffusione tramite pompe e gomme occorre calcolare il doppio della concentrazione, con atomizzatore il quadruplo. In pratica si mantiene invariata la dose raccomandata all’ettaro e si adatta l’utilizzo di acqua.

 

Esempio tipo di protezione fitosanitaria per vigneto con uva americana coltivata a pergola.

“Plinio Mazzi” di Vogorno ha un vigneto di americana di 350 ceppi coltivato a pergola e negli ultimi anni ha avuto una perdita consistente causata dal black rot.

350 ceppi a pergola corrispondono ad una superficie vitata di riferimento di 1400mq. Per un trattamento con atomizzatore prevedere una concentrazione del prodotto di 4 volte superiore (ad esempio 0,2% diventa 0,8%) dovuta al fatto che si utilizza meno acqua. In caso di elevata colatura, patologia che spesso colpisce i vitigni americani applicare del concime fogliare prima, durante e dopo la fioritura.

 

-Stadio fenologico E, fioritura (1200l/ha) = 1’400mq : 10'000mq x 1200 litri : 4 (atomizzatore) = 42 litri di acqua necessaria.

-Quadris Max (protezione desiderata da peronospora e black rot) = 1’400mq : 10’000mq x 2,4l/ha = 3,4dl (0,8%) mantenere 6m dai corsi d’acqua.

-Slick (protezione desiderata da black rot) = 1’400mq : 10’000mq x 0,15l/ha = 0,21dl (0,05%) 

 

-Stadio fenologico F, allegagione (1600l/ha) =1’400mq : 10’000mq x 1600 litri : 4 = 56 litri d’acqua necessaria.

-Stroby (protezione desiderata da black rot) = 1’400mq :10’000mq x 0,24kg/ha = 34g (0,06%) da combinare necessariamente con un prodotto antipenorosporico.

-Vincare (protezione desiderata da peronospora) = 1’400mq :10’000mq x 3,2kg/ha = 448g (0,8%) mantenere 6m dai corsi d’acqua.

 

-Stadio fenologico I, invaiatura (1200l/ha) = 1’400mq : 10'000mq x 1200 litri : 4 = 42 litri di acqua necessaria.

-Cyrano (protezione desiderata da peronospora foliare ed eventuali sporulazioi di black rot) = 1’400mq : 10’000mq x 2,4kg/ha = 336g (0,8%) mantenere 6m dai corsi d’acqua.


 

Flavescenza dorata

Ogni anno purtroppo non si constata lo sperato regresso dei casi di flavescenza dorata nei vgneti ticinesii. È obbligatoria la lotta con due trattamenti mirati nelle date diramata dal servizio fitosanitario cantonale nei comuni elencati nel foglio informativo che si riceve per posta. È importante che vigneti abbandonati e le viti selvatiche vengano estirpati, che anche le pergole di privati vengano trattate. Casi sospetti di flavescenza dorata devono essere segnalati al Servizio fitosanitario cantonale. Purtroppo sono ancora troppo poche segnalazioni di casi di flavescenza dorata sospetti da parte dei viticoltori, a volte quando la presenza dei sintomi è già forte è lo stesso servizio a notare l'infezione durante i giri di controllo

 

Descrizione della malattia.

La flavescenza dorata fa parte dei giallumi della vite, in cui delle cellule senza parete cellulare detti fitoplasmi bloccano il passaggio della linfa e provocano lo squilibrio dell'attività ormonale della pianta. I giallumi della vite più rilevanti sono falvescenza dorata e legno nero, le due malattie manifestano gli stessi sintomi. La FD viene trasmessa da pianta a pianta e da vigneto a vigneto dalla cicalina scaphoideus titanus, tramite suzione della linfa. L'insetto anche se infetto non trasmette la malattia alle uova che depone nelle insenature della corteccia in autunno. I nuovi esemplari nascono in maggio e dopo cinque stadi larvali raggiunge lo stato adulto. In questa fase la cicalina si muove in un raggio di 500m su diversi ceppi prelidigendo soprettutto i polloni. I sintomi e l'ampiezza dei contagi si differenziano in modo marcato a dipendenza dei vitigni, i più colpiti sono chardonnay e isabella.

Per i vitigni rossi eccetto l'isabella si diagnostica un germogliamento stentato, arrossamento anche solo settoriale di foglie e germogli, accartocciamento a triangolo delle foglie, mancata lignificazione del tralcio che rimane gommoso, dissecamento del grappolo.

Per i vitigni bianchi e isabella i sintomi sono gli stessi con la differenza che la foglia diventa gialla e non rossa.

 

Lotta alla malattia.

Per combattere il divulgarsi della dannosa malattia tutti i viticoltori dei comuni mensionati sono tenuti ad effettuare due trattamenti con Applaud 1,2kg / ha oppure in diluizione 0,075% nei periodi indicati dal servizio fitosanitario cantonale. Si tratta di un prodotto a contatto che bisogna applicare su tutte le parti vedi della vite, soprattutto sui polloni, non è tossico per le api.

Le viti che l'anno scorso mostravano i sintomi della flavescenza dorata e del legno nero devono essere estirpate ed eliminate entro il 1° marzo dell'anno corrente. Tale misura è valida per tutte le viti del Cantone. Alle viti che presentano sintomi di infezione dovrà essere tagliato immediatamente almeno il capo a frutto ed eliminate tutte le parti verdi della pianta. Il ceppo dovrà essere estirpato entro il 1° marzo dell’anno successivo. Nei vigneti dove il numero delle viti sintomatiche supera per il secondo anno consecutivo il 20% delle viti complessive, dovranno essere estirpate tutte le viti del relativo vigneto entro il 1. marzo dell’anno successivo. Il periodo di latenza della malattia non è ancora conosciuto, si sospatta che possano passare anni prima della manifestazione dei primi sintomi. Si raccomanda ai viticoltori di richiedere ai vivaisti autorizzati barbatelle che hanno subito il trattamento termico con acqua calda o che, in tutti casi, abbiano la denominazione ZP-d4 (Zona Protetta).

 

Drosophila suzukii

La drosophila suzukii è un piccolo insetto che ha causato non pochi problemi soprattutto nella vendemmia 2014, si potrebbe descrivere come un simile del moscerino della fermentazione ma molto più dannoso. Il piccolo animaletto proveniente dal sud-est asiatico, al contrario della drosofila indigena, riesce a bucare il frutto sano deponendovi le uova. La drosofila suzukii riesce a compiere numerosi cicli riproduttivi in breve tempo con un picco di fertilità tra metà agosto e fine settembre. Nella foto è illustrato il maschio della D. suzukii riconoscibile dalle macchie nere sulle ali.

Consigli per la prevenzione del moscerino Drosophila suzukii in vigna:

- Controllare regolarmente i propri vigneti in quanto lo sviluppo dei moscerini pùo anche essere molto rapido

- Arieggiare il più possibile i grappoli perché il parassita ama le zone d'ombra e umide,

- Tenere l'erba falciata relativamente corta dall'invaiatura in poi per far circolare il più possibile l'aria

- Dove è confermata la presenza di quest'ultimo cercare di catturarlo il più possibile con le trappole di massa (aceto-acqua-zucchero-vino-sapone) prima che la popolazione diventi ingestibile

- Alcuni vitigni sono da tenere bene sott'occhio in quanto anche più sensibili del Merlot ( Regent, Bondola, Moscati, MRAC1077 ecc.)

- se del caso rinforzare un po' la buccia degli acini d'uva con l'aggiunta di un prodotto a base rame al momento dell’ultimo trattamento fitosanitario della stagione.

- il prodotto che ha dato i migliori risultati fino ad ora è il Surround, non si tratta di un insetticida chimico, non ha effetti sulla vinificazione.

 

Nel caso in cui l'attacco è visibilmente importante è possibile in ultima ratio, previa autorizzazione cantonale! Trattare con degli insetticidi omologati rispettando i dosaggi, i tempi di attesa prima della vendemmia e le strategie d'azione alternate consigliate dall'ufficio competente. Da evitare il più possibile con la prevenzione descritta sopra perché un trattamento insetticida lascia residui è dannoso per la fauna utile, malsano per l'operatore e per l'immagine della professione!!

- Non trattare assolutamente vicino a corsi d'acqua

- Non trattare preventivamente perché proibito e presenta alti rischi di creare resistenze

 

Sintesi tratta da

www.drosophilasuzukii.agroscope.ch

In caso di necessità di intervento curativo contattare:

Servizio fitosanitario

Viale S. Franscini 17

6500 Bellinzona

 

tel. +41 91 814 35 85

tel. +41 91 814 35 86

fax +41 91 814 44 64

 

dfe-sa@ti.ch

 

Responsabile

Luigi Colombi


 


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