Storie di …vite

E’ il 2 luglio e nel quadro dello splendido vigneto collinare “Al Mott” di Carasole, Nicolao Fuchs, membro del comitato Federviti di Bellinzona e Mesolcina, accoglie i partecipanti all’incontro annuale aperto a tutti gli interessati.

Tra consigli per combattere e prevenire le malattie, indicazioni sulla potatura verde e un buon bicchiere di vino accompagnato da prodotti nostrani, gli ospiti si scambiano esperienze e consigli.

Per chi non è addetto ai lavori, la serata tra questi uomini e donne appassionati della coltura viticola, rappresenta la scoperta di un mondo fatto di lavoro, amore e passione.

Come giustamente osserva Mirto Ferretti, Presidente della Federviti, il vero cuore di questi incontri non sta nell’intervento degli esperti e nelle loro relazioni ma nel momento in cui i vignaioli si scambiano spontaneamente informazioni, trasformandosi in un’enciclopedia vivente sulla cultura viticola del territorio. A sentirli parlare tra loro si direbbe che stiano discutendo dei propri famigliari: con lo stesso trasporto che userebbero per il frutto del loro stesso sangue, si confidano, si consultano e qualche volta si consolano o si congratulano. D’altra parte non potrebbe essere che la passione a spingere un uomo o una donna a impegnare da 800 a 1000 ore all’anno per ettaro di vigna, non sempre ripagati dai risultati sperati a causa delle condizioni climatiche avverse o del parassita invasivo e difficile da combattere. Quest’anno, in particolare, il nemico numero uno sembra essere la Peronospora che a dispetto delle applicazioni dei prodotti consigliati e a causa delle condizioni climatiche particolari -45 giorni consecutivi di pioggia seguiti da 20 di siccità- sta particolarmente impegnando i viticoltori. Nel corso dell’incontro Mauro Jermini, direttore delle ricerche agronome di Cadenazzo, spiega con esempi pratici e rispondendo alle domande dei presenti, come riconoscere e distinguere la Peronospora da altri agenti come l’oidio, l’Erinosi o il semplice colpo di sole. I consigli dettagliati su come e quando intervenire per salvare il raccolto vengono seguiti attentamente dai presenti e confrontati, poi, con l’esperienza sul campo. Tutti osservano con ammirazione i dettagli del vigneto “Al Mott” della famiglia Paganoni che può definirsi l’esempio ideale di come debba essere condotta una vigna. La potatura, la cura e l’applicazione dei prodotti e la sfoltitura dei grappoli, sono da ritenersi esemplari grazie all’impegno di Angelo Ciocco, che da tre anni a questa parte vi si è dedicato completamente. Eppure il suo impiego precedente, capo del servizio di pronto Intervento a San Bernardino,  non aveva nulla a che vedere con l’agricoltura, anche se da sempre sentiva un richiamo della terra, forse legato alla tradizione contadina del padre. Ma l’elemento scatenante che lo ha portato a lasciare l’impiego per dedicarsi da subito al vigneto seguendo contemporaneamente un corso di studio intensivo per apprendere le tecniche necessarie, é stata la promessa fatta al cognato malato, Dario Paganoni, di sostituirlo nella cura della vigna dopo la sua prematura scomparsa. Dario doveva essere una persona speciale a giudicare dal ricordo che ha lasciato nei suoi amici viticoltori. Angelo é senz’altro un grande viticoltore e un grande uomo.

Articolo tratto da "Il Grigione italiano" e scritto da Margherita Gervasoni

Corso muretti a secco

Nell’ambito dei Corsi per Adulti organizzati dal DECS si è svolto, con successo a Gudo, nel vigneto sperimentale collinare AGROSCOPE, il corso “muri in sasso 1″, tenuto dal docente Eros Verdi, e che ha visto l’attiva partecipazione di una decina di partecipanti, pure delle signore (foto). Prossimamente inizierà un altro corso. La parte teorica è prevista venerdì 12 aprile dalle 20.00 alle 22.00, e si terrà alle Scuole medie di Castione. La parte pratica, avrà luogo per tre volte di seguito, al sabato, a partire dal 13 aprile (in seguito 20 e 27), dalle 09.00 alle 16.30, con pausa pranzo, a Riveo e in altra sede ancora da definire.
Per informazioni e iscrizioni potete telefonare allo 076 533 99 66

Corso Upupa

 

Si è tenuto lo scorso weekend 9 e 10 marzo a Gudo, presso il Vigneto sperimentale collinare Agroscope, il corso dedicato a imparare a realizzare nidi per l’Upupa nei muretti a secco. L’Upupa è un animale molto utile alla viticoltura in quanto si ciba di fil di ferro, Grillotalpa, Maggiolini e molti altri insetti, tra cui ad esempio anche la Processionaria del pino.

Il corso ha avuto un buon successo con la partecipazione di 23 iscritti. I docenti sono stati il signor Bruno Frey, ornitologo alsaziano che da anni realizza nidi di questo tipo, Eros Verdi docente formatore esperto di costruzione di muri a secco e Chiara Scandolara e Roberto Lardelli, ornitologi di Ficedula.

Ficedula e ASPU/BirdLife svizzera ringraziano la Federviti sezione Bellinzona e Mesolcina e l’Agroscope per la disponibilità e l’attenzione dimostrata verso questa iniziativa. Per gli interessati avvisiamo che sono previsti altri due giorni di corso il 6 e 7 aprile. Per ricevere il programma o avere altre informazioni contattare la responsabile: Chiara Scandolara chiara.scandolara@gmail.com

 

Alcuni partecipanti del corso per i nidi di Upupa
nei muretti a secco tenutosi al vigneto sperimentale
collinare Agroscope di Gudo.

Uno dei nidi realizzati dal docente Bruno Frey.

 

 



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